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Cuor di Veleno, il nostro santolo

Il soprannome Veleno lo ha ottenuto forse per la “cattiveria” con cui vogava in regata. Di certo si sa che pesava solo 60 kg ma vogando nel ruolo di provino e “motore” della barca, ha sempre combattuto con i “mostri sacri” per le prime posizioni! Lui stesso ci racconta: “finita una regata avevo male dappertutto, perfino alla lingua!” e non solo per aver troppo imprecato!… ma perché nessun muscolo si era risparmiato nella foga di piazzare davanti a tutti, la prua della barca.

Il santolo delle campionesse

Benito Vignotto è un protagonista indiscusso della voga veneta, un regatante tenace ed esplosivo che insieme ai suoi fratelli ha conquistato tante bandiere, ma non tutti sanno che Benito è praticamente l’inventore e il primo promotore delle regate femminili contemporanee, le quali hanno una data e un luogo di nascita: 1977 isola di Sant’Erasmo.

Ricordiamo velocemente il suo contributo per la reintroduzione della regata storica donne nel 1977, il suo impegno per l’inserimento della categoria donne nella regata di Murano a un remo, con la sperimentazione nei canali della sua isola S. Erasmo , dove ha organizzato per diversi anni una regata a un remo, spianando così la strada per l’introduzione della categoria donne su pupparini a un remo a Murano, da sempre gara simbolo per i campioni e da allora anche per le campionesse.

La voga femminile ha avuto dunque in Benito il suo grande promotore e ancor oggi che è divenuta una realtà consolidata riceve da lui spunti per innovarsi. Ogni anno dopo la regata storica inizia la serie dei “desinar” per organizzare i quali, Benito mette in campo i suoi decennali “contatti strategici” con la quasi totalità dei ristoratori Veneziani “di cielo, di terra e di mare…”, organizzando e accompagnando le campionesse in un tour gastronomico durante il quale si mangia tanto, si beve altrettanto e si rivivono e commentano i casi della stagione remiera appena conclusa, cercando di accantonare le rivalità. Durante queste cene, possono nascere nuovi sodalizi di voga, ma soprattutto ci si confronta condividendo una passione e costruendo uno spirito di gruppo che è molto importante mantenere vivo.

Fra una battuta maliziosa e una frecciata scherzosa, le rivalità per una sera si assopiscono, e dai racconti delle regate di oggi si passa alle avventure remiere del passato con Benito che inizia a decantare….bicchiere di vino alla mano, sorriso allegro, seduto a capotavola… beato tra le donne… Ogni particolare nelle parole prende forma e si delinea un “coloratissimo” quadro di storie, di ricordi…Parole che raccontano di una assolata gioventù e che fanno venire voglia di vogare, di prendere il remo in mano per andare più forte!

 

 

 

Preghiera di ringraziamento alla Madonna delle donne regatanti

Benito Vignotto, la prima domenica di settembre, non manca di prendere posto in canal grande per guardare la regata storica di cui tante volte è stato protagonista, la regata in cui si mettono in campo un anno di fatica e di allenamenti, la festa sull’acqua in cui i regatanti  sono per un giorno al centro della vita cittadina. Dopo la gara Benito ogni anno raduna le campionesse invitandole ai “desinar” pranzi e cene  che dal1977 organizza personalmente, occasioni che offrono  alle atlete la possibilità di  un confronto fuori dalla concitazione della gara, durante uno di questi desinar per la storica 2015  Benito ha consegnato alle campionesse la preghiera scritta da lui in occasione della prima Regata Storica donne nel 1977.

ALLA MADONNA DELLE DONNE REGATANTI

BENITO VIGNOTTO E FRATELLI (S.Erasmo – Venezia 4 Sett. 1977)

Madonna Santissima tu che dal cielo le nostre gare segui, da secoli veglie proteggi,  questa di  Venezia cara tradizione benedici queste tue figlie dilette e generose che a te , lo sguardo volto, supplici a te porgono voti e pie grazie ti chiedono.

E tu Angelo d’oro che dall’alto guardi attento e vegli S.Marco e la nostra bella laguna, dove noi le virtù alleniamo, luce concedi fulgida e chiara, perche l’onda  ferita e offesa dalla violenza del progresso, pace ritrovi per tutte noi, lunga sempre serena.

Santa Vergine Maria, per noi la mascareta sempre sicura tu guida e agile; da questa barca nostra fragile allontana i perigli ed ogni male perché , dal gareggiar tornando, alle nostre dimore, liete e contente incontro andiamo a le vecchie madri, agli amorosi sposi e ai figli buoni che in ansiosa e trepidante  attesa stanno.

O Madonna Immacolata, su di noi scenda il tuo candore e fa che nella nostra vita, diletta sempre torni per la mascareta. Cosi che l’allenarsi gaio e forte nei tortuosi canali o in laguna sulle placide e tranquille onde ispiri virtù re forza e amore in ognuna.

Vergine Maria, tu che sei buona, perdona coloro che non sanno ciò che durante la gara dicono o fanno. Ma noi pur ti ringraziamo, o Maria, e con te ringraziamo Benito Vignotto che ha fatto rivivere dopo 23 anni l’idea  di ritornare alla tradizional Regata Storica sul regale grande canal. Ed ora ti preghiamo finché ci sarà memoria perché questa preghiera rimanga nella storia.

E tu, Padre nostro dei cieli, benedici le sorelle regatanti che ci hanno lasciato si alti ricordi di gloriose battaglie, di virtù genuine e di invitto  amore. Noi fidenti ti preghiamo che per loro sia grazia donata di godere per sempre l’eternità beata.

di: Benito Vignotto “Veleno”, Regatante.

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Foto: Regata di S. Erasmo 1977

La regata di Sant’Erasmo, l’isola con il cuore per la voga

Questa regata viene disputata  dal  1977 quando   Benito Vignotto  la organizzò con lo scopo preciso di favorire la formazione di equipaggi femminili. La regata già da quella prima edizione fu un successo e   spianò la strada alla re-introduzione della categoria donne anche alla Regata Storica, avvenuta lo stesso anno.

Una regata legata alla storia della voga

Il contesto della regata è quello della tradizionale festa locale che ha luogo nei giorni intorno al 2 giugno,  festa della Repubblica . In quest’ isola la ricorrenza  assume il carattere di una fiera dove è possibile comprare e assaggiare i prodotti del luogo , tra cui il rinomato carciofo violetto , ascoltare la banda che suona, e guardare l’arrivo delle regate con il giro del paletto proprio davanti alla piazza principale.

percorso regata santerasmo 2014|vogainrosa
fotogallery sant’erasmo 2014|vogainrosa

Un isola con un cuore da regatante

L’organizzazione della festa  è a cura del comitato dei festeggiamenti di S.Erasmo, patria di forti campioni, il comitato ogni anno si occupa di coordinare  tutti gli aspetti della festa di cui le regate sono parte integrante e irrinunciabile . In quest’anno di scarsezza di fondi  il comitato in comunicazione con gli uffici preposti e Ass.Regatanti ha messo a disposizione risorse e mezzi per garantire il tradizionale svolgimento delle gare, dimostrando quanto i cittadini dell’isola abbiano a cuore le regate.

(di seguito i ruoli della categoria donne pubblicati dall’ufficio regate.)

ruoliserasmo

 

 

 

 

 

Curiosità ed origine della Regata della Sensa

Le barche a remi per secoli sono state il mezzo di trasporto, di lavoro e di svago dei veneziani.

Tra l’arte remiera e le regate esiste infatti un particolare nesso di continuità con il passato storico di Venezia, il suo presente e futuro.
Per questo motivo ancor oggi, intorno agli eventi remieri si raduna una folta comunità di appassionati.

Le regate: una traduzione che si perpetua

La Regata della Sensa (ovvero “ascensione” in Italiano) è una delle regate più importanti organizzate dal Comune di Venezia ed ha una storia molto antica.
Il percorso di gara che va dal bacino san Marco al lido di Venezia ricalca quello che all’inizio del trecento i giovani veneziani percorrevano per raggiungere i luoghi di addestramento militare al lido, su imbarcazioni munite di 30/40 remi chiamate Garzaruoli.

L’origine del nome regata

Gli equipaggi dei Garzaruoli partivano allineati in riga  e si sfidavano fino alla destinazione. Da qui deriva dapprima il termine rigata che diventa poi il moderno regata.

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Lo sposalizio del mare alla regata della Sensa

La festa della Sensa come la conosciamo oggi ha origine nel 1177 quando Venezia venne scelta come luogo di mediazione per siglare la pace tra papa Alessandro III e Federico Barbarossa.
Al Termine della trattativa il Papa, in segno di gratitudine, regalò al Doge un anello benedetto quale riconoscimento della sovranità di Venezia sul mare. Per festeggiare la pace venne quindi celebrata una grande festa che oggi viene rievocata sotto forma di corteo storico.
All’altezza della bocca di porto al Lido il Doge lanciava l’anello in acqua pronunciando la frase ti sposiamo o mare in segno del vero e perpetuo nostro dominio.
Per questo motivo la festa è note anche come sposalizio del Mare.

Benito Veleno Vignotto

Benito e alcuni dei  suoi numerosi fratelli Candido, Giovanni e Bruno sono stati grandi e temuti regatanti. La fama dei fratelli Vignotto parla attraverso i loro soprannomi. Benito detto veleno e Candido detto arsenico:  da qui prendono il via una serie di aneddoti alcuni reali altri poetici e romanzati che  portano a falsare la loro proverbiale grinta agonistica con la cattiveria e la scorrettezza. Pur non  vincendo mai una bandiera rossa in storica,  nel corso della sua lunga carriera agonistica è riuscito a prendersi molte rivincite con tutti i suoi temibili avversari: ciaci, strigheta, fongher e bufalo…

VOLERE E’ POTERE

Il destino vuole che  insieme alla sua proverbiale caparbietà, Benito venga ricordato prim’anche che come regatante, come il santolo delle campionesse. Nel 1977 superando molti ostacoli, pregiudizi e minacce da parte della costituita associazione dei regatanti, in quegli anni esclusivamente maschile, Benito organizza con la forza della sua volontà e il suo savoir faire la regata di Sant’Erasmo per le donne.

La vogalonga si era tenuta per la prima volta nel 1974 e da allora la musica era cambiata, a Venezia e in tutta la laguna con grande coinvolgimento, tutti stavano riscoprendo il piacere di vogare. Oggi possiamo dire che dal 1977 Benito non si è mai più fermato, riuscendo a costruire anno dopo anno il calendario di regate femminili al quale oggi possiamo assistere.

Sono anni di grandi ed importanti conquiste, la prima proprio nel 1977 quando dopo il successo di Sant’Erasmo chiede ed ottiene di far gareggiare le donne alla Regata Storica, rompendo il divieto che per più di vent’anni aveva impedito alle donne di gareggiare.

E’ sua l’idea, sempre sempre in quegli anni, di organizzare per il maggior beneficio agonistico delle donne la REGATA MISTA. L’intuizione partiva dalla constatazione che le donne, per eccellere nella voga avevano bisogno di occasioni di confronto e scambio per imparare l’arte direttamente dai campioni che a fondo conoscevano l’arte remiera.

Un’altra sua celebre intuizione, questa volta con uno spiccato senso del marketing, furono i desinar delle donne nei ristoranti della laguna, per fare promozione alla voga femminile e allo stesso tempo tenere il gruppo di donne unito e  motivato a migliorasi. Rivali in acqua e in armonia sedute allo stesso tavolo durante i desinar, questo era lo spirito! E per dare l’esempio il primo desinar si fece proprio nel ristorante dei Vignotto a Sant’Erasmo.

Oggi Benito pur molto indaffarato nei suoi campi di carciofi, non perde occasione continuare ad onorare il suo impegno per le donne, adoperandosi ancora in prima linea per i desinar e come giudice di voga.

Sostieni la realizzazione del video ritratto a Benito Vignotto, fai una donazione all’Associazione Maria Boscola!




 

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Carta europea dei diritti delle donne nello sport

E’ stata presentata al Parlamento Europeo di Bruxelles, lo scorso 24 maggio, la nuova “Carta Europea dei Diritti delle Donne nello Sport”. Il documento è stato elaborato dalla Uisp (Unione Italiana Sport per Tutti) in collaborazione con altri partner internazionali nell’ambito del progetto “Olympia: equal opportunities via and within sport”.

Esso è indirizzato a tutti gli operatori sportivi, organizzazioni, federazioni, tifosi, autorità e istituzioni, affinché siano incentivate campagne a favore delle pari opportunità fra uomini e donne nello sport.

La ”Carta Europea dei Diritti delle Donne nello Sport” è stata proposta per la prima volta dalla UISP nel 1985 e trasformata nella Risoluzione delle Donne nello Sport nel 1987 dal Parlamento Europeo. Questa Carta rappresenta il primo tentativo per il riconoscimento e la rivendicazione delle pari opportunità di uomini e donne nello sport in ambito europeo.

Le donne discriminate nella ripartizione dei premi

FIGLIE DI UN DIO MINORE ?

Tot. Premi per categoria (euro)

Percentuale del montepremi per categoria (%)

Campioni su gondolini

28.592 euro

41,98%

Uomini su caorline

27.321 euro

40,11%

Donne su mascarete

9.373 euro

13,76%

Giovanissimi su pupparini

2.825 euro

4,15%

Montepremi Totale:

68.111 euro

 Alle olimpiadi di Londra appena concluse il CONI ha attribuito un premio per ogni atleta medagliato, ovviamente donne ed uomini hanno ricevuto premi uguali. Gli ori della Vezzali o i record della Pellegrini, valgono meno delle medaglie maschili?

Nella voga veneta accade proprio questo, tanto che una bandiera rossa in storica per una donna, vale meno di un posto da riserva in gondolino!.

I numeri parlano chiaro.

Alle donne è riservato il 13,76 % del montepremi totale.

Si tratta di una percentuale scandalosa, che non trova giustificazione in nessuna logica se non quella della discriminazione. Tanto più inaccettabile in considerazione del fatto che si tratta di soldi gestiti dalla pubblica amministrazione ed assegnati a seguito di un bando ufficiale, paragonabile ad un pubblico concorso. A tali premi si accede dopo una dura selezione.

Alcuni sostengono che la differenza dei premi derivi da difficoltà di qualificazione diverse nelle diverse categorie. Allora facciamo parlare i numeri:

 Qualificarsi nella categoria donne è così facile? Vediamo un po’ di numeri.

Attribuiremo un coefficente di difficoltà che mette in relazione il numero di posti disponibili col numero di imbarcazioni che partecipano alle selezioni nelle diverse categorie.

Sappiamo che i posti disponibili sono 9 per ogni categoria, per quanto riguarda il numero di pretendenti si è considerato il numero medio di imbarcazioni che hanno partecipato alle selezioni per la regata storica negli ultimi 5 anni in ogni categoria:

(A)

N° imbarcazioni partecipanti alle selezioni (media ultimi 5 anni)

(B)

Posti disponibili in regata

(C)

Coefficente di difficoltà di accesso alla regata

C=A/B

Percentuale di imbarcazioni che accedono in regata rispetto al totale dei partecipanti

Gondolini

28

9

3,111

32,14%

Caorline

14

9

1,555

64,30%

Mascarete

20,6

9

2,288

43,70%

Giovanissimi

16

9

1,777

56,27%

Come si vede dalla tabella si può stabilire una classifica della difficoltà di ingresso in regata così delineata:

(dal più facile al più difficile)

La categoria in cui è più facile accedere sono le Caorline, infatti più del 64% degli equipaggi che si iscrivono alle selezioni hanno poi accesso alla regata. A seguire vengono i giovanissimi col 56,27% di accessi in regata rispetto al totale.  Meno facile sembra l’accesso nella regata femminile con solo il 43,70% degli equipaggi che accedono in regata. Resta quella dei campioni la categoria più difficile da affrontare con il 32,14 % degli equipaggi che riescono ad accedere alla storica.

 Detto ciò, appare ancora giusta la ripartizione dei premi?

 Salta agli occhi un dato: alle caorline è riservata una percentuale del montepremi che non è in alcun modo giustificata ( 40,11% del montepremi) a fronte del più basso coefficente di difficoltà (1,555) fra tutte le categorie. Si potrebbe dire che il premio delle caorline va diviso fra sei persone, ma come il premio, così anche la responsabilità e i meriti vanno divisi per 6. Insomma diciamolo pure, quella della caorline pur essendo una gara bella e meritevole, con il dovuto rispetto…è una gara di recupero a cui partecipano gli atleti di serie B e quelli esclusi dai gondolini, (non a caso le selezioni vengono svolte per ultime dando modo a chi resta fuori in gondolino di rientrare con la caorlina….)

 Per quanto riguarda i giovanissimi, prendono poco…ma insomma…avranno modo nel proseguo della vita agonistica di accedere alle gare degli adulti con premi ben più congrui. Si tratta di ragazzi minorenni che in generale vanno a scuola e che possono essere gratificati con un piccolo premio in denaro come già avviene e forse andrebbero incentivati con ulteriori benefit di diversa natura ( accesso gratuito ai musei veneziani, iscrizioni gratuite alle remiere ecc. ecc. )

Per quanto riguarda le donne come sappiamo non esiste una categoria junior, ne tanto meno la possibilità di accedere agli equipaggi delle caorline ( cosa per altro non preclusa ai giovanissimi…), quindi essendo fuori dalle selezioni, sono fuori dalla storica.

Inoltre vorrei sottolineare che la categoria “donne su mascarette” come attualmente definita dal comune, per una questione di parità di genere andrebbe definita: “Campionesse su mascarete” come avviene per gli uomini.

 Quale sarebbe una giusta ripartizione dei premi?

 Il conto è presto fatto, stabilendo di riservare il 5% del montepremi ai giovanissimi, valore già più alto di quello attuale, e che pare adeguato per una categoria junores, è sufficente impostare una equazione:

si tratta di trovare un numero percentuale (X) da moltiplicare per il coefficente di difficoltà (C) delle rispettive categorie in selezione, in modo da stabile la giusta parte del montepremi da assegnare a ciascuno.

vediamo il calcolo:

 3,111(X)+2,288(X)+1,555(X)=95%del montepremi totale(il 5%è riservato ai giovanissimi)

 X=13,6612%

 da cui:

 premio Giovanissimi: 5% del montepremi

 premio Caorline: 13,6612 x 1,555 = 21,24% del montepremi

 premio Campionesse: 13,6612 x 2,288 = 31,26% del montepremi

 premio Campioni: 13,6612 x 3,111 = 42,50% del montepremi

 Questa sarebbe la giusta ripartizione dei premi, calcolata su base oggettiva e matematica (non accade lo stesso per i punteggi equipaggio?) per altro si vede anche che tutti i premi aumentano (compreso quello dei campioni) mentre viene ridimensionato il premio delle caorline che pure, anche con questa ripartizione avrebbero una quota più che dignitosa e una percentuale comunque maggiore di quella oggi riservata alle donne.

 Ragazze facciamoci rispettare!

Alla luce di tutto ciò appare doveroso in primo luogo che le donne si organizzino per far valere i loro diritti, e che d’altra parte chi ha potere decisionale in questa materia prenda in considerazione questi dati e queste istanze per equilibrare una situazione che allo stato attuale appare più che altro espressione di antichi preconcetti sulle donne e vecchi privilegi acquisiti e mantenuti secondo logiche che cozzano con la realtà dei giorni nostri.

Benedizione dei gondolini e le mascarete?

Ieri presso la punta della Salute alla presenza delle autorità e dei giornalisti, si è svolta la tradizionale benedizione dei gondolini e degli equipaggi della regata storica, campioni, campionesse, giovanissimi e uomini sulle caorline. Come evidenziato da Tullio Cardona gli equipaggi delle campionesse, dei gionanissimi e delle caorline non erano al completo. Alcuni sono arrivati in ritardo e molti non si sono affatto presentati.

Probabilmente la partecipazione delle donne era data per scontata, altrettanto non è parso alle dirette interessate, che alla lettura del volantino informativo del comune che riportava la formula “rito della benedizione dei gondolini degli altleti della regata storica” hanno pensato che probabilmente quest’anno la cerimonia fosse dedicata solamente ai gondolini. Non avendo infatti ricevuto alcun invito ufficiale ne individuale ne collettivo, al dubbio di alcune é seguito un giro di telefonate, da cui si è evinto che le donne erano le benvenute e potevano andare  se volevano… vestite in divisa, da regata o normalmente o con solo la maglietta a piedi o in barca. Nessun riferimento al fatto che saremmo state anche noi (giustamente…) coinvolte in una cerimonia che prevedeva la consegna ufficiale delle fascie agli equipaggi e che così…con alcuni momenti un pò imbarazzanti, è avvenuta con meno di una partecipante per barca o con equipaggi totalmente assenti. Alla fine lo sparuto gruppo delle donne non è stato oggetto neppure della consueta foto di gruppo, nonostante la presenza di uno stuolo di fotografi schierati per “l’evento”….insomma, eravamo poche…… una in divisa una in maglietta e l’altra in pantalon, per farla breve non siamo state rapresentative di noi stesse.

Non si può immaginare una benedizione dei gondolini con 5 o 6 gondolini solamente e buchi vuoti lasciati tra le bricole, i campioni infatti erano schierati al completo compresa la riserva.

D’altro canto, sebbene le campionesse non abbiano ricevuto un invito che sottolineasse l’importanza della loro presenza, a loro volta hanno fatto poco per assicurare in ogni caso la propria partecipazione ad una manifestazione che era invece incentrata proprio sugli atleti che tutto l’anno si impegnano per partecipare a questa Regata!

E’ importante che le autorità diano risalto agli altleti delle regate comunali come in questo caso era previsto, e che per altro si prodighino per dare al movimento sportivo femminile pari dignità rispetto a quello degli uomini e speriamo che sempre di più si creino occasioni di incontro e nuovi appuntamenti sportivi. Nello stesso tempo è importante che le campionesse partecipino. Insomma al di là degli equivoci, fossimo andate anche di nostra iniziativa, tutte in mascareta, un pò d’acqua santa non ce l’avrebbero negata…. Portare alla Salute le barche è sicuramente una rottura di scatole…, ma sarebbe bello il prossimo anno vedere le donne schierate alle bricole al pari degli uomini. Anche così si conferisce dignità allo sport femminile. E poi si tratta di un’occasione per comunicare e partecipare alle eventuali decisioni sulla regata. Come non è accaduto ieri quando solamente i campioni sono stati coinvolti nella discussione sul cambiamento del percorso di regata a inizio gara.

Infatti dopo aver convocato i campioni, è stato stabilito, che la partenza sarà effettuata un centinaio di metri più avanti e quindi che i numeri solitamente più avvantaggiati a “dosana” partiranno più spostati sotto riva per diminuirne il vantaggio. In pratica partire con l’uno sarà come avere avuto il quattro con la solita disposizione. Quindi meno vantaggio ai primi numeri, meno impatto della fortuna sulla competizione, con l’augurio che la decisione si riveli efficace per la conduzione di una gara più equa e sportivamente sempre competitiva nel rispetto delle imbarcazioni avversarie.

In conclusione in bocca al lupo a tutti gli equipaggi delle mascarete con la speranza di riuscire a esprimersi al meglio delle prorie forze! fare la Regata è una bellissima occasione sportiva e per “farla sempre più nostra” non dimentichiamo di partecipare alle manifestazioni e agli eventi così nessuno potrà diementicare di coinvolgerci anche nelle decisioni.

 

Il sito della voga femminile

Arriva la primavera e si inizia a respirare aria di stagione remiera. Quest’anno dopo tanti propositi, inizia finalmente  a concretizzarsi un idea che “frullava” in testa ad alcune di noi da un po’ di tempo: realizzare un sito dedicato esclusivamente al mondo della voga femminile.

La nostra realtà a volte è lasciata,  per così dire,  un pò in “secondo piano” rispetto al più celebrato settore maschile. La stessa cosa si verifica anche in altri sport, a dispetto del fatto che invece quella dell’agonismo femminile è un realtà da tempo consolidata, nella quale si esprimono passione, determinazione ed alto valore tecnico. A fronte del nostro impegno e della nostra dedizione a questo sport che ormai tradizionalmente vede la partecipazione delle donne, noi vogliamo dare più rilievo al mondo della voga veneta femminile, in modo che essa possa continuare a prosperare ottenendo il riconoscimento che merita sia da parte del mondo della voga nel suo complesso, sia da parte delle istituzioni.

Questo sito vuole essere un luogo di incontro per le regatanti

Quella stessa identità che molte di noi portano con se in giro per la laguna nelle giornate di allenamenti e che diventa senso di appartenenza ad un luogo ed amore verso le sue tradizioni e verso tutta quella gente che ne incarna lo spirito. Chi ha la fortuna di vogare in “canalazzo” nel giorno della regata storica, sa che nel suo piccolo sta entrando a far parte attivamente della tradizione e della storia della città di Venezia. Noi come donne, vogliamo che tutti questi valori che ci appartengono, siano adeguatamente rappresentati in modo che possano manifestarsi in tutta la loro vitalità e forza!

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